Uscita 7 del 20.4.2008: Monte Vaccia

Relazione by Elisa

ANCHE QUESTA VOLTA CE L’ABBIAMO FATTA! Si, direi che è proprio l’inizio azzeccato per la relazione della gita dello scorso week-end.

Inizio azzeccato perché … ”Anche questa volta” nonostante le pessime previsione meteo siamo riusciti a portarci a casa i nostri buoni 1220 m di dislivello
…“Anche questa volta” mi sono ritrovata in Valle Stura di Demonte (per la terza volta consecutiva!Neve spettacolare!) ormai quando vedo il Tenibres mi sento a casa!

…”Anche questa volta” non sono mancati il calore dell’amicizia, della condivisione di qualcosa di bello con gli altri, di quella sensazione di benessere e appagamento che soddisfa corpo e anima mettendo a tacere irrequietudini e insicurezze … e in fine “anche quest’anno” mi tocca scrivere la relazione! (Scusa Vitto per il ritardo!)

Cominciamo dal principio. Ore 16.00 ritrovo davanti a MIrafiori, io e Carlo pronti all’avventura carichiamo Gianluca (una vera radiosveglia da viaggio!) ci dirigiamo verso Pietraporzio in Valle Stura di Demonte. Tre ore dopo ci ritroviamo con le gambe sotto il tavolo del Tenibres e pasteggiamo con polenta e cinghiale. La serata prende poi una piega non troppo convenzionale per un gruppo di accaniti atleti come noi … ci si ritrova infatti al bar a fare bisboccia tra una birra e una tisana!

I festeggiamenti non ci precludono però di essere freschi e in forma per il giorno seguente. La partenza è fissata per le 7.30, il tempo preoccupa. Le previsioni danno netti peggioramenti già nella mattinata. Temerari ci avviamo ugualmente verso la nostra meta: Monte Vaccia (2472 m); partiamo con passo svelto sempre più incalzante … scatta la competizione! (lo spirito Berta sta contagiando tutti gli allievi!). Così facendo in poco tempo siamo fuori dal bosco dove si apre il vallone, riuscendo anche a godere di qualche raggio di sole.
A questo punto gli istruttori scelgono di deviare il percorso abituale per raggiungere la vetta, in modo da salire in totale sicurezza. Mancano ormai 300 m di dislivello, ma sono i più impervi! Il percorso si fa più ripido e richiede maggiore concentrazione; dopo questo tratto la traccia spiana nuovamente ma non per questo la salita si fa per me meno faticosa, perché Sara (fidata istruttrice) decide di fare un ultimo scatto felino per testare la mia prestanza fisica … 10 metri in più a quel ritmo e sarei stramazzata al suolo!
Arrivati in vetta mangiamo velocemente e ci lanciamo in una discesa inaspettatamente più impervia del previsto! La neve non è facile da sciare, a tratti crostosa e pesante; i ruzzoloni sono all’ordine del giorno, qua e là si vede gente che sparisce nel manto bianco, che rotola e fa contorsioni spettacolari … Non ne esce troppo indenne Silvia che accusa dolore a un ginocchio dopo una caduta.
Scatta quindi la solidarietà, tutti a spazzaneve fino a valle per alleviarle la discesa.
Scendiamo giusto in tempo per non prendere pioggia che ci coglie mentre già ci liberiamo dell’attrezzatura e ci catapultiamo sulle leccornie del consueto banchetto. Un frangente della giornata davvero godereccio e direi indispensabile per la riuscita della gita!

Concludo con un saluto particolare a Silvia e a Laura sperando che si rimettano in fretta.

Alla prossima.
Baci!

Elisa

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