Uscita 9 Domenica 9 Maggio: Cima Est della Montagnetta (Valle Stura)

Relazione semi-seria sull’uscita extra della Scuola di Scialpinismo, ovvero:

“Lo scialpinismo visto da tergo”.

Nella vita è opportuno secondo me, ogni tanto, variare le proprie prospettive, per poter avere una visione aperta ed eclettica dei fatti e delle cose.
Per la prima volta, quindi, nella storia della Scuola, la narrazione dell’uscita domenicale avrà un sapore diverso dal solito, aprirà la strada a nuove visioni e a nuovi orizzonti…
Non più le solite noiose eroiche narrazioni di cime raggiunte in tempi olimpici, di gesti atletici degni del Trofeo Mezzalama…
Questa volta la parola sarà data a chi, quest’anno, (per misteriosi e inquietanti, ma tuttora sotto approfondito studio, problemi psico-fisici) è stato relegato alla posizione di fanalino di coda della scuola, a chi dei propri compagni di gita quest’anno ha potuto vedere solo il “LATO B” ( e devo dire che non sempre la cosa rappresenta un aspetto negativo!!).

D’altronde è troppo facile essere sempre i primi, i più veloci, i più bravi… nessuna fatica, nessuna frustrazione… molto più meritevole essere gli ultimi, e nonostante tutto, non demordere, perché… come si dice… ”when the going gets tough, the toughs get going”!!!

Ma veniamo alla narrazione:
l’appuntamento per i nostri prodi, che non esiterei a definire “lo zoccolo duro della scuola di scialpinismo”, era, nel caldo pomeriggio di sabato, davanti alla solita familiare scala della Fiat Mirafiori. Qualche minuto per i convenevoli e per decidere gli equipaggi e poi via, verso la Valle Stura, con il gradito pensiero della deliziosa cenetta che li aspettava alla sempre accogliente Trattoria della Pace, da Bartolo, cenetta peraltro accompagnata da ottimi vini scelti, senza falsa modestia, da chi scrive, e ampiamente apprezzati dai commensali! Dopo cena, passeggiata digestiva per le vie del paesino e poi tutti a nanna, pronti per la nuova avventura che li aspettava all’alba del giorno dopo…

Alba che vedeva l’arrivo, in uno straziante anticipo, di una seconda compagine di eroici scialpinisti, partiti ad un’ora impronunciabile da Torino, e capeggiati dal vice-diretur.
Dopo una partenza piuttosto nervosa, la giornata si apriva per i nostri con un inaspettato mini Camel Trophy nella pauta fino al Pian della Regina (il diretur, nella fretta, aveva dimenticato di essere l’unico a guidare un fuoristrada!), dove si sarebbero lasciate le vetture. Sembra che alcuni fauni usciti dai boschi narrino di aver avvistato il vice diretur aggirarsi, in una sorta di ritorno al panismo dannunziano, con orecchie da coniglietto luminose per i prati del Pian della Regina, ma si sa… sono le leggende dei boschi…

La prima parte della gita si sviluppava, sci in spalle, risalendo il ripido pendio di una valanga ormai strutturata, con non pochi problemi da parte di qualche allieva che si era incautamente presentata alla partenza con lo zainetto da spiaggia invece di un adeguato zaino da montagna! Ma a questi inconvenienti poneva rimedio, come sempre con molta pazienza ed attenzione, l’istruttore più amato dalle italiane, il dolcissimo e pazientissimo Frank!
Raggiunto finalmente un innevamento adeguato, il gruppo si incamminava, questa volta calzando gli amati sci, attraverso paesaggi incantati e illuminati dal sole (le previsioni del diretur non falliscono mai!!). E qui, i particolari sui gitanti si perdono, e riprenderanno solo dopo un intervallo di tempo non definibile, per i motivi esposti nell’introduzione (sigh!).
Dopo alcune “guce” sull’ennesima valanga attraversata nella giornata e un inquietante traverso percorso a distanza di sicurezza per non caricare il pendio, come da manuale (e credeteci, anche chi scrive, nonostante una crisi respiratoria acuta in atto, è riuscito ad allungare il passo!), si giungeva a dolci pendii che preludevano alla vetta…

Purtroppo però, la prevista perturbazione si faceva strada a tutta velocità in anticipo sui tempi, avvolgendo nella nebbia i ripidi pendii finali, peraltro ricolmi di neve non ancora assestata, e spingendo il diretur alla saggia decisione di rinunciare alla vetta in nome della sicurezza del gruppo. Pochi metri alla meta per il gruppo di testa, e un centinaio di metri per il gruppetto di coda di cui fa orgogliosamente parte chi scrive… peccato!
Tolte velocemente le pelli, il gruppo si lanciava entusiasta e apprezzava la prima parte della discesa che, contro ogni previsione, si presentava assolutamente godibile!
Facevano eco, durante la discesa, i commenti entusiastici del vice, che, noto per la sua attitudine a motivare e a sostenere allievi e amici, elargiva generosi complimenti sulla tecnica sciistica di alcune allieve!!!
La parte godibile della discesa lasciava quindi posto (purtroppo!) ad un crostone degno delle migliori birrerie e, per finire, alla nuova disciplina olimpica della “discesa su valanga” con salto di rami, radici e detriti vari…(qualcuno, appassionato di botanica, cercava, ruzzolando in perfetto stile fantozziano, di portarsi a casa un ramo a scopo di studio…)
Il ritorno al Pian della Regina veniva come di consueto festeggiato con birre e varie libagioni, salvo poi rifocillarsi con un mega panino al ritorno a Sambuco nel locale gestito dal figlio di Bartolo, per godersi la seconda tornata di birre!
I saluti infine sotto una pioggia battente e tutti in macchina verso le proprie magioni fino alla prossima avventura!

Peter Pan

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20 metri. 20 metri mancavano per uscire sulla cresta sommitale della Cima Est della Montagnetta. Ma troppo carico il pendio finale, neve recente fino al ginocchio e non assestata. Meglio fermarsi e tornare indietro che rischiare di far partire il pendio. Il pericolo 3-marcato segnalato dal bollettino valanghe era evidente. E poi le nebbie iniziavano ad avvolgere la vetta scivolando verso valle. Ora di rientrare…
La giornata era però partita in modo perfetto: alba serena dopo una notte stellata, finalmente il rigelo!
In macchina da Pietraporzio sino a Pian della Regina, poi sci a spalle sino a quota 1800 (ma scesi a 10minuti dalle vetture con sci ai piedi). Bel rigelo sino a quota 2200 sopra la quale la neve fresca aveva il sopravvento. Superata la barricata a quota 2400 con ampio giro/traverso sulla sinistra, dove le distanze di alleggerimento sono state scrupolosamente rispettate, finalmente un tranquillo pendio in pieno sole! Ancora mezz’ora di marcia ed ecco il pendio finale. Qualche dubbio se forzare l’uscita ma la ragione ha prevalso e dopo una bella discesa, niente di meglio che gambe sotto il tavolo da Daniele, il figlio di Bartolo che gestisce il bar sulla piazzetta di Sambuco.
14 i partecipanti di cui 4 istruttori ed una mascotte….un po’ affaticata ma determinata a non mollare!
Bella giornata e bellissima gita (1400m di dislivello) che ha premiato chi ha avuto (come ripeteva Kia) “fede” nelle analisi meteo del diretur. Alla prossima!
Dario

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