Uscita 3 del 06.03.2011: Anticima del Giassez e traversata del col Blegino

Oggi, oltre che alla splendida giornata di sole, alla sempre stupenda ed entusiasta compagnia, alla neve abbondante che ricopriva i pendii del Giassez, vorrei che ci ricordassimo sempre della lezione più difficile da imparare per uno scialpinista: il saper rinunciare alla meta anche quando meno di cento metri restano da salire per calpestare la vetta.

Cari allievi, saper tornare indietro è un concetto che ben radicato deve essere nella Vostra testolina e la bellissima giornata di oggi ha sicuramente permesso di apprendere questo concetto, più che 10 lezioni teoriche.

Per me, e per gli istruttori della Scuola, è importante saper effettuare bene la ricerca di uno o più artva sepolti da una valanga, ma MOLTO PIU’ IMPORTANTE è evitare di finire sotto una valanga, e – di conseguenza – oltremodo importante è riconoscere i segnali di pericolo, valutarli, accettarli e agire avendo un unico obbiettivo: la ricerca della sicurezza. La prevenzione è SEMPRE più efficace dalla cura!

E se la vetta del Giassez non ha avuto il piacere di essere calpestata dalle più di 50 persone che da brave formichine ne salivano il costone finale, il Col Begino ci ha accolti molto più favorevolmente offrendoci un piacevolissimo relax al sole prima di lasciarsi scavalcare e permetterci di scendere verso la Capanna Mautino a fare ricerche artva.

Detto questo, mi auguro che qualche giovane penna voglia scrivere un pezzo da poter qui pubblicare (…mi sono dimenticato, sul bus, di incaricare il reporter…) o voglia commentare (su questa pagina) le emozioni della giornata.

Grazie, il Diretur

Scrive Daniele R., allievo del corso nonché Accompagnatore Giovanile del CAI Chieri:

Per voi istruttori, non deve essere stato per nulla facile scegliere una meta adeguata. La bella giornata e la neve abbondante dovevano proprio fare un mix difficile a cui resistere. La scelta di non raggiungere la meta annunciata è sempre una scelta coraggiosa da prendere e spesso “impopolare”, da cui però a distanza di tempo si trae insegnamento.

Anche noi, l’anno scorso, in una gita di Alpinismo Giovanile con i ragazzi (M.te Barbeston) abbiamo deciso un retrofront appena 50m di dislivello (!) prima della cima, la pioggia mista a neve avrebbe reso pericolose le ultime roccette. Molti (ragazzi e genitori) al momento non l’hanno capito e ci continuavano a ripetere che, fatto 30,… si poteva benissimo fare 31 (!!!). Alcune decisioni non hanno bisogno di essere condivise, ma solamente ben ragionate anche se in pochi minuti.

Come dici Dario sul sito, il “saper tornare indietro per tempo” è di per se una capacità difficile da apprendere e scomoda da raccontare, che si apprende nel tempo solo con l’esperienza.

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